C’erano due generazioni in delirio, con i blackberry in piena attività al concerto di Claudio Baglioni ieri sera a Cremona: quaranta cinquantenni che accompagnavano in ‘Piccolo grande amore’, il cantante della loro giovinezza. L’interno e l’esterno (tanti hanno goduto dello spettacolo ‘a macca’) dell’Arena Giardino straripavano di un romanticismo che sembrava non essersi mai interrotto dalle gite in cui si cantava '.. quella sua maglietta fina'. E lui, Claudio Baglioni, elegante e più in forma che mai, disinvolto e distante dal ragazzo timido che appariva quando la tv era solo in bianco e nero, ha presentato parte del nuovo cd in uno spettacolo concerto diviso in due parti, in modo ineccepibile, sia dal punto di vista vocale che del layout (chapeau agli organizzatori!). L’esibizione si è aperta con i titoli di testa di Q.P.G.A. (“Questo piccolo grande amore”) che ha dato titolo al film, alla tournée, ma che è filo conduttore di Gran Concerto: i pezzi infatti sono uniti da strofe del famoso brano, cantate ora in terza persona in una narrazione musicale onnisciente. Anche la presenza di Baglioni nel lungometraggio, proiettato su maxi schermo ciclorama enfatizza questo viaggio a ritroso, riscritto, riarmonizzato e riarrangiato dallo stesso cantante con Polo Gianolio. Quello di Baglioni che esce ed entra in un’altra modalità dalle sue canzoni è un ritorno al futuro dell'artista 59enne in continua evoluzione - sceneggiatore, romanziere - che darà alle stampe il prossimo autunno il doppio album - 40 canzoni - prodotto da Bag Music e distribuito da Sony/Bmg in cui troveranno posto, accanto a brani inediti (tra cui il singolo in Viaggio, secondo brano della serata), anche una serie di canzoni che risalgono a quel 1972, anno di ‘Questo Piccolo Grande Amore’. Il cantautore, - qualcuno gli ha urlato ‘Sei un poeta’ - diviso fra chitarra e pianoforte, accompagnato da una band dalle sonorità senza sbavature, composta da Paolo Gianolio (chitarre), Roberto Pagani (tastiere), Stefano Pisetta (percussioni), John Giblin (basso), Paolo Spiriti (violinista), sospeso fra passato e presente, ha raccontato per due ore e mezza l’amore, un Moccia musicale e più raffinato per gli over 35. (Ifa)