di Nicola Arrigoni Una stagione all’insegna della varietà e della leggerezza, come vuole tradizione. Il teatro Bellini si conferma un po’ il San Babila o il Manzoni della Bassa, ovvero una sala in cui il sorriso è di rigore, la notorietà degli interpreti una garanzia, l’imperativo del divertimento una certezza. Nulla di male in tutto ciò, ovviamente. Il cartellone, curato da Beppe Arena, media con abilità fra teatro e musica, fra commedia leggera e cabaret per assicurare un po’ di levità a chi intende lo spettacolo come un’occasione di svago, un modo per passare una serata alternativa alla televisione. S’inizia domenica 1° novembre con la presentazione della stagione e il concerto gratuito Gershwin e Piazzolla con l’ensembe Breath Quarte. Il primo appuntamento vero e proprio sarà la pièce Un ispettore in casa Birling di John Boynton Priestley con Paolo Ferrari e Andrea Giordana, diretti da Giancarlo Sepe. Un ispettore in casa Birling racconta le ipocrisie dell’alta società che si mischiano al disagio del ceto meno abbiente, che soccombe; le colpe che si materializzano e diventano spauracchi agli occhi della famiglia Birling che prova a scaricare le proprie responsabilità. Lo spettacolo ha debuttato qualche giorno fa al Manzoni di Milano e ha raccolto unanimi consensi, sia per quanto riguarda gli interpreti che per la regia. Il 28 novembre Max Pisu — cabarettisti fra i più acclamati e a suo tempo ospite fisso del Premio Ugo Tognazzi — porterà in scena Amnesie, il suo ultimo spettacolo in cui presenterà un campionario di personaggi quotidiani e bizzarri. Il 19 dicembre nella chiesa Parrocchiale si terrà il tradizionale concerto di Natale con la Schola Cantorum Ettore Rancati. Il nuovo anno si aprirà il 16 gennaio con Un sogno di mare, omaggio a Fabrizio De Andrè con Claudia Pastorino e il quartetto Cello fans. Domenica 31 gennaio Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio saranno gli interpreti della commedia L’anitra all’arancia, che torna sul palcoscenico del Bellini dopo la versione elegante e raffinata interpretata da Laura Lattuada nella stagione 2004/2005. Marina Suma sarà di scena il 13 febbraio con la commedia di William Shakespeare, Pene d’amor perdute per la regia di Stefano Artissunch. E di nuovo un ritorno drammaturgico sarà quello de Il drago di Evginij Schwarts con Andrea Murchio, una fiaba filosofica, dove tema centrale è il ‘potere’ che arriva a corrompere in modo profondo l’uomo e la società, una favola moderna, un’ironica critica ai totalitarismi, scritta da più di cinquant’anni, ma che vale anche oggi e forse anche per domani, fino a che l’umanità cesserà di essere generatrice di tiranni e di tiranneggiati. Ad affrontare il testo dal punto di vista registico è Beppe Arena. Il 27 marzo sarà semplicemente Recital e sarà lo spettacolo di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera, un viaggio nell’Italia dei dialetti, ma anche il racconto della Sicilia allegra e amara, meravigliosa e spietata, indolente e attiva di Jannuzzo. La chiusura della stazione sarà affidata ad A baz live di e con Marco Bazzoni, volto noto di Colorado, trasmissione di Italia 1.