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Mini rassegna jazz a Crema


‘Incroci e differenze’, all’insegna del pluralismo musicale. Questo il tema che farà da filo conduttore alla quarta edizione del San Domenico Jazz, festival che tornerà al teatro di Crema dal 10 al 12 settembre. La direzione artistica è affidata al maestro Mario Piacentini, jazzista cremasco di levatura internazionale. Già in sella all’evento lo scorso anno, Piacentini ha consentito al festival di fare quel salto di qualità che lo ha portato ad essere, oggi, uno degli appuntamenti più attesi del panorama jazz nazionale.

A Crema giungeranno infatti grandi nomi della scena italiana, europea ed americana. E non si limiteranno ai concerti. «Il festival darà spazio a proposte molto differenti tra loro —anticipa Piacentini —, rappresentando le varie correnti estetiche che da sempre contraddistinguono il jazz. Le tre serate avranno comunque un denominatore comune, ossia la matrice afroamericana».

Aprirà la rassegna, venerdì 10 settembre, il trio guidato da Orrin Evans. Il giovane pianista americano duetterà con il trombonista ‘Ku-Umba’ Frank Lacy, «evidenziando il rapporto esistente fra il jazz delle origini e l’attuale scena americana» precisa Piacentini. Il gruppo, completato da Luques Curtis al contrabbasso e Donald Edwards alla batteria, sarà protagonista anche il giorno dopo: i quattro terranno infatti una master class dedicata alla figura del compianto Charles Mingus. «Nonsarà una lezione cattedratica — spiega Piacentini —, bensì un coinvolgimento attivo in cui ci si potrà incontrare suonando». L’appuntamento sarà dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 nella sala cavalli del Folcioni. Iscrizioni presso la segreteria della scuola a 15 euro (con 20 euro si acquista il pacchetto che comprende il concerto di venerdì e la master class del giorno seguente).

Il festival proseguirà la sera di sabato 11 con un doppio concerto. Prima sarà di scena il trio del promettente Alessandro Lanzoni, che suonerà con il contrabbassista Ares Tavolazzi (noto al pubblico come componente dello storico gruppo Area) e il batterista Walter Paoli. «Appena diciottenne, Lanzoni è uno degli astri nascenti del jazz italiano —prevede Piacentini —: sentiremo molto parlare di lui». A seguire, un duo d’eccezione: Maria Pia De Vito, eclettica cantante italiana molto nota anche all’estero, e Huw Warren, formidabile pianista inglese. Proporranno il progetto ‘Dialektos’. La serata sarà condotta dal musicologo Maurizio Franco, che prima del concerto intervisterà De Vito.

La tre giorni di grande musica si chiuderà quindi domenica con la serata dal titolo ‘L’hammond virtuoso’: protagonista sul palco la tedesca Barbara Dennerlein, organista Hammond di livello internazionale, specializzata nell’uso della pedaliera. Con lei, Marcel Gustke alla batteria. «Il carattere internazionale della rassegna (saranno rappresentate Italia, Germania, Inghilterra, Benin, Svezia e Ungheria, ndr) vuole ribadire la valenza universale della musica e in particolare del Jazz — conclude il direttore artistico del festival —, idioma musicale che ingloba culture apparentemente lontane tra loro, ma che invece interagiscono nell’improvvisazione ».

Il costo dei biglietti rimarrà invariato rispetto allo scorso anno: ingressi da 10 a 20 euro, abbonamenti da 25 a 50 euro.